PC
Redazione Gamersfera
PC

Valve ammette che il Next Fest ha un problema di IA, ma ammetterlo non basta a risolverlo

Valve dice che «un numero significativo di persone» lavora sul problema della spazzatura generata dall'IA al Next Fest, ma Steam vende selezione, e finora la risposta è: sviluppatori, arrangiatevi.

Pubblicato
28 ottobre 2026
Lettura
4 min
Categorie
PC

Immagine generata con l'IA

Può continuare a chiamarsi vetrina uno store che dice di non voler fare il buttafuori? È la domanda a cui Valve deve ora rispondere dopo un Next Fest che i giocatori, e buona parte della stampa, hanno descritto come sommerso dalla spazzatura generata dall'IA.

Che cosa ha detto davvero Valve

In occasione dello Steam Indie Connect in Corea, Marc Wilkinson e Tom Giardino di Valve hanno risposto alle domande degli sviluppatori. Come riporta Destructoid, Wilkinson ha spiegato che il Next Fest mostra i giochi in modo praticamente casuale per i primi due giorni, per poi passare a raccomandazioni personalizzate. La sua frase: «Riconosciamo che il compromesso è che alcuni giochi di bassa qualità vengono esposti». Ha aggiunto: «Siamo pienamente consapevoli della situazione, e un numero significativo di persone sta pensando a come risolvere questo problema».

Le dimensioni non sono piccole. Secondo IGN, l'anno scorso circa il 17% delle demo del Next Fest dichiarava l'uso di IA generativa, quest'anno la quota era probabilmente più alta, e l'evento ha ospitato oltre 8.000 demo. Sui cloni, Giardino ha detto: «Non vogliamo essere dei buttafuori che dicono agli sviluppatori quali strumenti dovrebbero o non dovrebbero usare», e ha consigliato agli sviluppatori di continuare ad aggiungere funzionalità e personalità.

«Guardate solo i primi due giorni» non è una difesa

L'argomento di Wilkinson, stando a quanto riportato, è che le lamentele arrivavano dalla finestra di esposizione casuale. Tecnicamente può essere vero. Ma è anche la finestra in cui la stampa scrive dell'evento e, immaginiamo, in cui molti giocatori si fanno la prima impressione. Difendere l'evento indicando il terzo giorno è come difendere un ristorante perché il dolce era buono.

La casualità ha una ragione: Valve dice che impedisce agli sviluppatori di aggirare l'algoritmo. Giusto. Ma è una scelta di design, e il prezzo lo paga la fiducia dei giocatori. Quando lo scaffale sembra una discarica per i primi due giorni, la gente smette di sfogliare. A nostro avviso, un festival di demo vive o muore sulla promessa che aprire una pagina a caso valga il tuo tempo.

La selezione è il prodotto, e il «non intervengo» ha una data di scadenza

Game Developer osserva che Valve non interviene sulla selezione dal 2018, quando decise di consentire tutto tranne ciò che riteneva illegale o «puro trolling». Aveva senso in un mondo di giochi scadenti fatti a mano. L'IA generativa cambia l'economia: produrre spazzatura ora sembra quasi gratis, mentre controllarla costa ancora attenzione. In questo contesto una politica neutrale non è neutrale: favorisce in silenzio chi riesce a inondare lo store.

Per essere onesti, nella posizione di Giardino c'è una parte difendibile. Vietare gli strumenti è un mezzo rozzo, e Steam richiede già la dichiarazione dell'uso di IA. Ma una dichiarazione è un'etichetta, non un filtro. Secondo quanto riferito, i giocatori chiedevano un modo per nascondere i giochi realizzati con l'IA, e nulla nelle parole di Valve suggerisce che arriverà. Filtrare in base alla dichiarazione, frenare gli invii a basso impegno nel gruppo casuale o dare un peso alle demo in base a un segnale di qualità non «limiterebbe l'accesso degli sviluppatori». Sarebbe esattamente la «piattaforma più intelligente e dinamica» che, secondo Giardino, è il punto di partenza della filosofia di Valve. Ci piacerebbe vedere quella filosofia applicata prima di tutto al festival.

Il peso ricade sulle persone sbagliate

La parte più debole della sessione in Corea è stato il consiglio alle vittime dei cloni. Kotaku sostiene che il «miglioramento continuo» sia un lusso per gli sviluppatori che hanno già soldi in banca, e crediamo abbia ragione. Secondo quanto riferito, alcuni studi indie ricevono e-mail di estorsione che minacciano cloni realizzati con l'IA. Giardino ha detto che era la prima volta che ne sentiva parlare e ha suggerito che fosse una questione per le forze dell'ordine. Va bene, ma una piattaforma che guadagna con gli indie non dovrebbe sembrare sorpresa.

Verdetto

A ciascuno il suo merito: dire «siamo consapevoli» è meglio del silenzio, e il fatto che «un numero significativo di persone» ci stia lavorando è almeno una promessa. Ma resta una promessa. La nostra raccomandazione a Valve è semplice: presentare qualcosa di visibile prima del prossimo Next Fest, che sia un filtro per l'IA, una barriera di qualità sul gruppo casuale o qualcosa a cui non abbiamo pensato. Ai giocatori: usate le liste dei desideri e aspettate il terzo giorno. Agli sviluppatori: non contate sullo scaffale per proteggervi. Quest'ultimo punto è il vero problema.

Argomenti di discussione

Ancora nessun argomento: apri il primo.

Altri articoli