Celeste e TowerFall lasciano Xbox: il vero costo del boicottaggio
Ritirare due amatissimi giochi indie è un atto di principio, ma segnala che Xbox perde il favore degli indie, e a pagare sono i giocatori e lo studio.
Foto: Maddy Makes Games Inc. / Steam (uso editorial)
Che cosa dice di una piattaforma il fatto che due tra i giochi indie più amati dell'ultimo decennio se ne vadano di proposito? Non per una disputa sulle licenze o per una cattiva spartizione dei ricavi, ma come dichiarazione. È qui che si trova Xbox questa settimana.
I fatti sono pochi. Maddy Thorson ha scritto che, per chi lo chiedeva, Celeste e TowerFall sono stati ritirati da Xbox per sostenere il boicottaggio BDS, come riporta Polygon. Si aggiunge allo studio australiano House House, che ha dichiarato che il suo successo cooperativo Big Walk non sarebbe arrivato su Xbox, in linea con l'appello del movimento BDS, guidato dai palestinesi, a boicottare Microsoft. L'annuncio è stato dato il 15 ottobre 2026, secondo This Week in Video Games.
La simpatia degli indie è la moneta che Xbox può permettersi meno di bruciare
Due casi non fanno una fuga di massa, e non dobbiamo far finta del contrario. Ma lo schema conta più del numero. Gli indie sono quelli che definiscono la credibilità culturale di una piattaforma, e ora scelgono pubblicamente di essere assenti da Xbox, anziché limitarsi a esserle indifferenti. Celeste non è una curiosità di nicchia; è uno di quei giochi che si consigliano anche a chi non gioca. Perderlo da uno store è, a nostro avviso, un colpo simbolico ben più grande delle sue vendite su quello store.
Il momento è imbarazzante per Microsoft. Secondo Eurogamer, i ricavi di Xbox sono calati del due per cento su base annua in questo trimestre, le vendite di hardware sono scese del 14 per cento e Amy Hood ha detto che il calo è dovuto alla flessione dei contenuti di terze parti e di Game Pass. Non sosterremmo che il boicottaggio abbia causato quel numero; la documentazione non lo dice. Ma fa una brutta figura corteggiare le terze parti nella stessa settimana in cui alcune se ne vanno per principio.
La frase di Asha Sharma secondo cui c'è «più domanda che console disponibili» può benissimo essere vera. Non risponde però alla domanda su come sarà il catalogo di quella console.
Il principio è reale, e lo è anche il conto
Crediamo valga la pena prendere gli sviluppatori in parola. Togliere un gioco da uno store probabilmente non è un gesto a costo zero, e uno studio che lo fa accetta con ogni probabilità un costo in modo volontario. House House ha persino riconosciuto, secondo Windows Report, che la decisione deluderà i fan. Questa onestà merita credito.
A non avere voce in capitolo sono i giocatori Xbox che vogliono semplicemente giocare a Celeste o a Big Walk con gli amici. I giochi cooperativi, in particolare, penalizzano un pubblico diviso: se metà del tuo gruppo è su PlayStation, chi ha Xbox resta escluso. Un boicottaggio rivolto a un'azienda colpisce per primi i suoi clienti, molti dei quali non hanno scelto i contratti cloud di Microsoft. È la parte scomoda, e preferiamo dirlo piuttosto che saltarla.
C'è anche un aspetto legato alla conservazione. Chi ha già i giochi probabilmente conserva quanto ha acquistato, ma un gioco ritirato è un gioco che i nuovi giocatori non riescono a trovare, e le assenze «temporanee» tendono a durare. House House ha legato l'uscita di Big Walk su Xbox al fatto che Microsoft e Xbox non siano più bersagli del boicottaggio BDS, e il post di Thorson non indica tempi per Celeste o TowerFall. Se questo cambierà, nessun giocatore può influenzarlo.
Il nostro verdetto: rispetta la scelta, ma non dire che è gratis
Crediamo che i ritiri siano un uso legittimo dell'autonomia di uno studio, e non faremo la predica a nessuno per questo. Gli sviluppatori decidono dove sta il loro lavoro. Ma non romanticizziamo la cosa come una protesta a costo zero. Gli sviluppatori perdono pubblico, il giocatore Xbox perde un gioco e Microsoft perde qualcosa di più difficile da misurare: la certezza che gli indie vogliano stare sulla sua piattaforma.
Se hai una Xbox, il consiglio pratico è semplice: se volevi giocare a Celeste, controlla dove altro puoi farlo e conserva con cura le copie che già possiedi. Se sei Microsoft, il segnale da leggere non è la riga delle vendite. È che chi realizza i giochi che rendono interessante una piattaforma comincia a trattare l'abbandono come una dichiarazione. È un problema che un programma di rinnovamento non risolverà.
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