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Redazione Gamersfera
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La crociata di Sweeney contro Steam è una pubblicità al giardino recintato di Epic

Tim Sweeney sostiene che Valve frena il gaming da anni. Più alza la voce, più il suo discorso somiglia a una presentazione commerciale dell'ecosistema Epic, non a una diagnosi neutrale.

Pubblicato
28 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Quando il proprietario di un negozio passa settimane a dirti che il problema è il negozio rivale, la domanda utile non è «ha ragione?», ma «che cosa sta vendendo?». Nel caso di Tim Sweeney, la risposta è la versione di Epic del futuro, e Steam è il contrappunto che la fa sembrare inevitabile.

L'ultimo round funziona così. Come riporta GamesRadar, Sweeney ha scritto che «Valve frena il gaming da anni chiudendo i giochi per PC degli sviluppatori nel giardino recintato sociale di Steamworks», aggiungendo che i giocatori non possono parlare con persone su altre piattaforme. Succede a pochi giorni da quando ha definito «abominevole» l'obbligo di Valve di dichiarare l'uso dell'IA, secondo 3DJuegos. La regola esiste dal 10 gennaio 2024 e chiede agli studi di dire se e come hanno usato l'IA generativa.

L'accusa del giardino recintato ha un fondo di verità, e un portavoce molto comodo

Diamo a Sweeney quel che gli spetta. Le funzioni social tra piattaforme sono una lamentela legittima, e uno sviluppatore che lavora con Steamworks lega davvero parti del gioco all'infrastruttura di Valve. È un dibattito sensato.

Ma il messaggero conta. Epic gestisce un proprio ecosistema, con negozio, motore e servizi online propri. «Giardino recintato» descrive quasi ogni proprietario di piattaforma, compreso quello che si lamenta. Quando l'azienda che vuole ospitare i tuoi giocatori dice anche che l'altro ospite è l'ostacolo, conviene leggerlo come posizionamento competitivo. PCGamesN fa un rilievo affine: gli strumenti di Valve suggeriscono che la storia sia più sfaccettata di quanto lasci intendere la sua critica. Siamo d'accordo.

Lo scontro sull'IA mostra che cosa vuole davvero

L'aspetto dell'IA è il più rivelatore. Sweeney lamenta che le etichette di trasparenza diventino una «dichiarazione politica» che una folla di haters può usare contro gli sviluppatori. Eppure, lo stesso mese, secondo 3DJuegos, Epic si muove per eliminare la restrizione di Unreal Engine e MetaHuman sull'uso dei risultati per addestrare modelli di IA, tenendo però Fortnite escluso da tale uso. Spinge inoltre una filosofia del «nessun codice scritto a mano» e promuove un concorso di IA per Unreal Engine che ha dovuto chiarire essere aperto anche ai partecipanti che non usano IA.

È una strategia coerente: rendere l'IA la norma, trattare le etichette come un attrito e dipingere il negozio più grande come il freno. Pensiamo sia anche una scommessa sul fatto che ai giocatori non importerà. Potrebbe importare eccome. Lo stesso personale di Valve ha detto, come riporta Vandal, di essere al corrente delle lamentele su giochi di bassa qualità basati in larga parte sull'IA allo Steam Next Fest e che c'è «molto margine di miglioramento». Valve non offre ai giocatori il filtro che chiedevano, ed è una critica giusta. Ma un negozio che ti dice cosa c'è scritto sull'etichetta difficilmente è un negozio che frena qualcuno.

Giudica i due negozi dallo scaffale, non dai discorsi

Steam non è una santa. Il problema della robaccia è reale, quello dei cloni è precedente all'IA, e il rifiuto di Valve di fare da selezionatore ha un costo che i giocatori pagano nella scoperta dei titoli. Lo store di Epic, intanto, manca ancora di funzioni che Steam ha da anni, come le recensioni degli utenti, secondo lamentele citate da Revista Yume. È il riassunto di un critico più che un audit rigoroso, ma indica la distanza tra retorica e prodotto.

Il nostro verdetto: considera i post di Sweeney come marketing di un concorrente con un'agenda centrata sull'IA. Fai a ogni negozio le domande noiose. Ti aiuta a trovare bei giochi? Ti dice che cosa stai comprando? Rispetta il modo in cui giochi con gli amici? Su questi punti Steam ha del lavoro da fare, e anche Epic. Se Epic vuole vincere la discussione, il modo più economico è rilasciare le funzioni, non i tweet.

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