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Redazione Gamersfera
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Il Game Pass à la carte era atteso, ma solo se il piano economico resta economico

Dividere il Game Pass in extra da scegliere potrebbe sistemare un abbonamento gonfiato, purché il prezzo d’ingresso regga e il pacchetto completo resti l’offerta migliore.

Pubblicato
23 ottobre 2026
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Foto: Xbox / sala de prensa (uso editorial)

Il problema del Game Pass è che costa troppo o che tutti pagano per cose che non toccano mai? Un nuovo rapporto suggerisce che Microsoft abbia scelto la seconda diagnosi e, onestamente, non è una follia.

Ecco cosa sappiamo, e nulla è confermato. Fortune ha riferito, citando persone a conoscenza della strategia, che Xbox sta pianificando una revisione in cui i giocatori «scelgono le funzioni à la carte», con extra per i giochi solo console, il cloud gaming e il multiplayer, su una struttura a livelli. La formulazione è vaga e, come osserva Pure Xbox, resta da vedere come prenderà forma. Arriva insieme ai limiti di tempo già annunciati per gli abbonati a Xbox Cloud Gaming, con tempo aggiuntivo venduto come extra facoltativo.

Il pacchetto è sempre stato un compromesso, e si vede

Il Game Pass è cresciuto accumulando elementi: giochi, gioco online, streaming nel cloud, uscite al day one. Chi gioca solo su console e non fa mai streaming, di fatto, sovvenziona una funzione che non usa. Chi fa solo streaming paga per una libreria che non può installare. Separare questi pezzi è logico e, a nostro avviso, assomiglia più a un riordino che a un tradimento.

C’è anche una ragione di business, e quanto riporta Fortune, citata da IGN, è schietto: il Game Pass ha contribuito a costruire un business in abbonamento, ma ha anche cannibalizzato le vendite dei giochi first-party a prezzo più alto, soprattutto al lancio, mentre i team inseguivano metriche in conflitto, come i ricavi da abbonamento rispetto a quelli dello store. Gli extra sono un modo per rendere questa tensione meno brutale. Potrebbero permettere a Microsoft di fissare il prezzo delle parti costose del servizio in base a chi le usa davvero.

Il rischio è che il piano «economico» diventi un’esca

Qui ci agitiamo. I menu à la carte hanno un trucco famoso: il prezzo base sembra amichevole, poi tutto ciò che vuoi davvero è un extra. Se il multiplayer, che molti giocatori console considerano di base, finisse per essere un extra a pagamento, il prezzo in vetrina diventerebbe finzione. Pure Xbox stessa si chiede se questo significhi semplicemente spuntare caselle mentre il prezzo sale di conseguenza, ed è la domanda giusta.

Il nostro test è quindi semplice. Primo, il piano d’ingresso deve essere davvero economico, abbastanza da attirare chi finora era escluso dal prezzo. Secondo, il pacchetto completo deve costare meno della somma delle sue parti, in modo chiaro e visibile. Se comprare tutto à la carte costa più o meno quanto il piano superiore, o meno, il piano superiore è inutile. Se costa molto di più, Microsoft ha alzato i prezzi in silenzio e l’ha chiamata scelta.

Perché potrebbe comunque funzionare

Il contesto conta. IGN nota che la nuova CEO di Xbox, Asha Sharma, è in carica da appena sei mesi e ha già ridotto il prezzo di Game Pass Ultimate. È un dato, non una promessa, ma suggerisce che l’obiettivo non sia solo spremere di più gli abbonati. I limiti del cloud con tempo extra acquistabile indicano anche un modello in cui chi usa molto paga di più e chi usa poco paga meno. Può essere equo, se le soglie sono generose.

Il rischio è la complessità. Altri temevano che dividere le funzioni complicasse l’abbonamento, secondo un riassunto di NeoTeo del dibattito. Hanno ragione: il fascino del Game Pass è sempre stato «un prezzo, tutto incluso». Ogni casella in più lo erode.

Il nostro verdetto

Sosteniamo l’idea e diffidiamo dell’esecuzione finché non vedremo i numeri. Separare un servizio gonfiato era atteso da tempo. Ma Microsoft dovrebbe trattare il pacchetto completo come il prodotto di punta: l’offerta migliore, facile da capire e la scelta ovvia per chi gioca molto. Se il piano economico è un vero punto d’ingresso e quello superiore un vero sconto, l’à la carte è una soluzione. Altrimenti, è solo uno scontrino più lungo. Finché Microsoft non conferma nulla, considera tutto questo una voce di corridoio e non cambiare il tuo abbonamento per questo.

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