L’allarme di Kutaragi sulle console è una sfida, non una profezia
Il creatore di PlayStation dice che IA e server potrebbero rendere inutili le console. Per noi è meno una previsione che un test: proprietà, latenza ed esclusive.
Foto: PlayStation / sala de prensa (uso editorial)
Quando l’uomo che ha costruito PlayStation dice che le console corrono un «pericolo molto reale», si ascolta. Quando lo stesso uomo oggi guida un’azienda di IA, si ascolta con un po’ più di attenzione, magari con un sopracciglio alzato.
Ken Kutaragi ha detto a Christopher Dring di The Game Business che le macchine attuali sono troppo costose e che le piattaforme di IA che girano su server anziché in locale potrebbero evolvere in soluzioni molto più eleganti. Forse, ha suggerito, stiamo andando verso un’era in cui non servirà più alcuna console, come riporta Terra. Ha sottolineato che si tratta di opinioni personali, non di piani di Sony. Ha lasciato l’azienda nel 2007 e oggi è CEO di Cyber AI Entertainment.
La diagnosi è giusta, la cura è interessata
Il punto più forte di Kutaragi riguarda il prezzo. Ricorda che PS4 è passata a un’architettura simile a quella di un PC per semplificare lo sviluppo, e che ha funzionato, ma ora anche i PC sono molto costosi. Perché continuare su questa strada? È una domanda legittima, a cui l’industria non ha risposto.
La parte più debole è il salto da «l’hardware costa» a «i server risolveranno il problema». Anche i server hanno bisogno di hardware, e dubitiamo che siano immuni alle stesse carenze. Lo studio di Bloomberg Intelligence dietro i titoli sulla «fine delle console entro il 2035», come riassume Canaltech, prevede 38 miliardi di dollari nello streaming entro il 2035. Ma dipende da un surplus di GPU, mentre AWS a luglio ha aumentato i prezzi delle GPU del 20%, il secondo rincaro in sei mesi, per la carenza di memorie. La previsione richiede un mondo che ancora non esiste.
Aggiungiamo che chi lavora nei servizi di IA ha una naturale simpatia per i futuri in cui l’IA è la risposta. Questo non significa che abbia torto. Ma rende l’affermazione tanto un argomento di vendita quanto una profezia.
La proprietà è il vero campo di battaglia
Qui sta l’ironia. In un’altra intervista, Kutaragi ha detto a VGC che la decisione di Sony di smettere di produrre dischi per i nuovi giochi ha senso, pur comprendendo la frustrazione dei fan. Secondo Game Over Drive, Sony ha annunciato il 1 luglio 2026 che i nuovi giochi PlayStation non usciranno più su disco da gennaio 2028, e che i download pesavano circa l’80% delle vendite di giochi completi nell’anno fiscale 2025.
Mettendo insieme le due dichiarazioni, il quadro appare coerente: prima se ne va il disco, poi la scatola. Ogni passo trasforma il giocatore da proprietario di un oggetto in affittuario di un accesso. Per noi è questa la vera linea di frattura. Le licenze digitali limitano già rivendita e prestito; lo streaming eliminerebbe perfino la copia locale. Una console che ti lascia ancora conservare, installare e giocare la tua libreria senza chiedere permesso è un prodotto che lo streaming non può copiare facilmente.
Cosa devono dimostrare le console
I limiti pratici sono reali. Come sottolinea Sussuworld, qualità della connessione, latenza, costo del servizio e infrastruttura contano per il gioco da remoto, e le console offrono ancora un’esperienza semplice e prevedibile: compri e giochi. Lo stesso articolo osserva che le piattaforme di IA lato server e i servizi di cloud gaming non sono la stessa cosa, una distinzione che a nostro avviso le parole di Kutaragi sfumano.
La nostra lettura: le console sopravvivono se smettono di essere semplici PC più economici e diventano la risposta migliore a tre domande. Posso essere proprietario di ciò che compro? Mi sembra istantaneo? C’è qualcosa qui che non trovo altrove? Esclusive, bassa latenza e una vera libreria sono il fossato. Il prezzo è il cancello: se la prossima generazione costa troppo, lo streaming vince a tavolino, non per merito.
I giocatori devono preoccuparsi?
Per ora no. Non ci sono segnali che PlayStation, Xbox o Nintendo stiano abbandonando l’hardware; Canaltech riferisce che PlayStation 6 è in produzione e che Xbox ha promesso a breve il suo Project Helix. La preoccupazione dovrebbe essere più circoscritta e pratica: tenere d’occhio i prezzi e che cosa succede al tuo diritto di conservare ciò che paghi.
Il nostro verdetto: considera le parole di Kutaragi un avvertimento rivolto ai detentori delle piattaforme, non ai giocatori. Se dai valore alla proprietà, vota con il portafoglio per i formati che la preservano. E se l’industria vuole che le console durino oltre il 2035, deve darci motivi che vadano oltre la nostalgia.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
Altri articoli
I 630 mln $ di preordini di GTA VI misurano la fiducia in Rockstar, non l'hype
La stima di Sensor Tower di 6,45 milioni di preordini digitali per GTA VI dice meno su un gioco che nessuno ha provato e più sulla credibilità costruita da Rockstar in 13 anni.
PS5 batte Switch 2 a settembre: pesa il rincaro di Nintendo, non la forza di Sony
Il titolo dice che la vecchia console di Sony vince. Noi pensiamo che Nintendo si sia resa più facile da battere, e le feste 2026 diranno se la scommessa era furba o costosa.
Il GMRT gratuito di GameMaker è furbo, ma il vero banco di prova sono le console
Eliminare le commissioni commerciali di GMRT dal 2027 fa guadagnare simpatie tra gli indie e sfrutta le ferite di Unity, ma Godot resta gratuito e le console restano dietro la licenza Enterprise.
Il passo falso di Epic con l'AI MegaJam mostra un divario di fiducia che i meme non colmano
Epic ha dovuto ammettere che la sua stessa FAQ rendeva l'IA obbligatoria per errore. Il problema più grande: promettere «pubblica in un weekend» a sviluppatori già diffidenti verso l'IA generativa.



