Nintendo
Redazione Gamersfera
Nintendo

Call of Duty su Switch 2 non è una crisi d’identità, è un test di vendite

Modern Warfare 4 dimostra che Switch 2 può ospitare uno sparatutto della serie principale. Resta da capire se qualcuno lo sceglierà qui invece che sulla console che ha già.

Pubblicato
27 ottobre 2026
Lettura
4 min
Categorie
Nintendo

Foto: Activision / Steam (uso editorial)

Nintendo ha perso l’anima il giorno in cui un Call of Duty è sbarcato sulla sua console? Noi non crediamo. La domanda giusta è meno romantica e più scomoda: qualcuno lo comprerà davvero lì?

Call of Duty: Modern Warfare 4 è uscito il 23 ottobre su Switch 2, insieme alle altre piattaforme. È il primo capitolo su un sistema Nintendo in più di tredici anni, secondo la recensione di Cubed3. Lo ha sviluppato Infinity Ward insieme a Digital Legends e mantiene gli stessi tre modi delle altre versioni: Campagna, Multigiocatore e DMZ.

L’accoglienza è divisa. La recensione di Nintendo Life lo definisce uno "spettacolo di prima classe" che non penalizza i giocatori Nintendo. Kotaku scrive che gira, e che è la cosa più gentile che riesce a dirne.

Il panico sull’identità non coglie ciò che è cambiato

La domanda "Nintendo ha perso la propria identità?" presuppone che l’identità dell’azienda sia un elenco di cose che non fa. Noi diciamo che non lo è mai stata. La sua vera identità è costruire hardware che le persone vogliano usare a modo proprio: in portatile, in TV, con controller bizzarri. La modalità mouse dei Joy-Con 2 e un obiettivo di 60 fps nel multigiocatore sia in portatile sia in TV, come riporta Notebookcheck, si accordano bene con questa idea.

L’annuncio di Nintendo tratta il gioco come una parte normale del catalogo, con cross-play, progressione condivisa e l’obbligo di Nintendo Switch Online per le modalità online. Quest’ultimo dettaglio è degno di nota. Uno sparatutto che spinge i giocatori verso un abbonamento online a pagamento non è un problema d’identità per il business di Nintendo. È un vantaggio.

Il segnale più significativo è che Switch 2 può ormai essere una piattaforma su cui uno studio porta un titolo completo al day one, non un ripiego che arriva dopo mesi. Per una console che vuole il sostegno delle terze parti, conta più di qualsiasi discorso di purezza.

"Gira" non significa "è la versione da comprare"

Qui gli scettici hanno ragione. I compromessi sono reali. Il multigiocatore tiene i 60 fps, ma Cubed3 riferisce che campagna e DMZ girano a 30 fps. Il resoconto dei primi tester di Wccftech descrive artefatti pesanti e un’implementazione del DLSS che un tester "non aveva mai visto" così scadente. Kotaku ha riferito che nella beta il portatile andava peggio della modalità TV, precisando però che gli sviluppatori hanno ammesso la necessità di ottimizzare ancora. Altre anteprime hanno trovato migliore l’esperienza in portatile, quindi il quadro non è definito e le versioni finali potrebbero averlo cambiato.

Lo leggiamo come un verdetto sull’acquisto, non sul port. Nessuno sostiene che la versione Switch 2 sia il modo migliore per giocare. La frase più tagliente di Kotaku è quella che conta sul piano commerciale: per chi è fatto? Chi nel 2026 si entusiasma per Call of Duty probabilmente ha già una PS5, una Xbox o un PC. Il cross-play peggiora le cose. Kotaku ha detto di aver incontrato di rado giocatori Switch 2 nelle lobby della beta, e Wccftech ha segnalato lo svantaggio competitivo rispetto alle piattaforme a 120 Hz.

Eppure resistiamo alla lettura cinica. Il recensore di Nintendo Life dice che il gioco si gioca bene, e Cubed3 gli ha dato 9/10. Molti comprano un gioco per come si inserisce nella loro vita, non per il numero di pixel. Uno sparatutto che puoi giocare sul divano o a letto ha un argomento che la versione PS5 non ha.

L’unica metrica che conta è chi lo compra

Secondo Kotaku, il port esiste in gran parte perché Microsoft ha promesso ai regolatori che Call of Duty sarebbe arrivato su nuove piattaforme. È l’interpretazione della testata, ma Wccftech ricorda il contratto decennale firmato da Microsoft e Nintendo il 21 febbraio 2023, quindi l’obbligo è reale. Un port nato per obbligo può comunque riuscire, ma può anche fallire in silenzio.

È questo il vero test. Se i possessori di Switch 2 lo compreranno in massa, gli editori lo leggeranno come la prova che il pubblico Nintendo vuole giochi grandi e impegnativi e che i limiti tecnici si possono gestire. Se i giocatori si stringeranno nelle spalle restando sulle altre console, la lezione sarà opposta: Switch 2 sa far girare questi giochi, ma non li trasforma in vendite. Non abbiamo ancora dati di vendita, quindi questa è una previsione, non un riscontro.

Il nostro consiglio: se Switch 2 è la tua unica console, o vuoi Call of Duty soprattutto in mobilità, sembra una scelta solida, benché visibilmente ridimensionata. Se hai una PS5 o un PC, compralo lì. Nintendo non ha perso la propria identità. Sta solo per scoprire se il suo pubblico vuole questo.

Argomenti di discussione

Ancora nessun argomento: apri il primo.

Altri articoli