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Remake di Ocarina of Time: la sua fedeltà è un difetto o un pregio?

L'attesissimo remake di *Zelda: Ocarina of Time* su Switch 2 riceve elogi per grafica e meccaniche, ma la sua ferma adesione ad alcuni elementi originali accende il dibattito su cosa comporti davvero un'esperienza moderna.

Pubblicato
15 ottobre 2026
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2 min
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Foto: Phree Works / Steam (uso editorial)

Il ritorno di The Legend of Zelda: Ocarina of Time su Nintendo Switch 2, in arrivo il 5 novembre, ha scatenato un'ondata di entusiasmo nel mondo dei videogiochi, evidenziata da un nuovo trailer di approfondimento e da un diluvio di anteprime pratiche molto positive. Critici di testate come Nintendo Life, Shacknews e NPR hanno elogiato il rinnovamento visivo e i miglioramenti del gameplay del remake, acclamandolo in gran parte come un trionfo. Eppure, tra gli elogi per la sua fedele riproduzione e le moderne migliorie, sorgono alcune domande riguardo all'equilibrio tra la riverenza per un classico e le esigenze del game design contemporaneo.

Sebbene Nintendo abbia chiaramente riversato un immenso sforzo nel modernizzare questo classico del 1998 per una nuova generazione, noi di Gamersfera non possiamo fare a meno di chiederci se la sua ferma adesione a ogni aspetto dell'originale, anche alle sue ben note stranezze, rappresenti un'occasione mancata. La fedeltà assoluta è sempre la strada migliore, o alcuni elementi dovrebbero evolversi con i tempi?

Un capolavoro visivo: la riscoperta del fascino di Hyrule

Le anteprime sottolineano costantemente i dettagli mozzafiato e l'intera veste grafica rinnovata che trasportano i giocatori in una Hyrule vibrante e reinventata. Shacknews, per esempio, ha elogiato i "colori e le texture ricche" e ha persino dichiarato gli effetti dell'acqua un "nuovo contendente per il premio Shacknews per la migliore acqua". Non si tratta solo di un aggiornamento grafico; è una completa reinterpretazione artistica. Mashable evidenzia che il gioco adotta "livelli di dettaglio eccezionalmente elevati in quasi ogni texture", creando un look meno "da anime" e più simile a un "diorama di marionette di altissima qualità". Questo approccio mira a rendere il mondo fantastico "tangibile e credibile", dallo "scudo Deku di legno" di Link alla sua "tunica verde che sembra intessuta da un gruppo di bambini del bosco usando fibre vegetali". NPR ha inoltre dettagliato come le fate siano ora "creature pelose con ali a mosaico" e la tunica di Link sia un "miscuglio cucito a mano di tessuti ricamati e pelli". Questi dettagli intricati si estendono agli ambienti, con la Foresta Kokiri descritta come brulicante di "luci soffuse e acque increspate", e la Piana di Hyrule, sebbene "minuscola per gli standard di gioco odierni", che risulta ancora "vasta come la ricordavo grazie a un'illuminazione atmosferica sapiente". Anche Borgo Castello di Hyrule è più vivace che mai, "brulicante di stendardi, fiori e cittadini colorati".

Tocchi moderni: controlli migliorati e nuove profondità

Oltre allo splendore visivo, Nintendo ha implementato diversi perfezionamenti meccanici. Le aggiunte più notevoli sono un pulsante di salto dedicato e una funzione di scatto, caratteristiche che erano vistosamente assenti nell'originale del 1998. Mentre il gioco originale gestiva automaticamente i salti quando si correva giù dalle sporgenze, i giocatori possono ora "saltare a comando" (come descritto da NPR), allineando il movimento di Link ai titoli action-adventure contemporanei.

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