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Redazione Gamersfera
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L'avvertimento di Shawn Layden: Sony rischia più di quanto non risparmi

L'ex capo di PlayStation sostiene che l'abbandono dei supporti fisici entro il 2028 allontana i collezionisti fedeli e offusca il concetto di proprietà dei giochi: un azzardo strategico che potrebbe danneggiare profondamente il fascino duraturo del brand.

Pubblicato
12 ottobre 2026
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Foto: PlayStation / sala de prensa (uso editorial)

Sony sta commettendo un errore catastrofico abbandonando i supporti fisici? L'ex dirigente PlayStation Shawn Layden ne è convinto, e i suoi recenti commenti sulla prevista cessazione della produzione di dischi da parte dell'azienda a partire da gennaio 2028 dovrebbero far riflettere ogni giocatore. Sebbene la decisione di Sony possa sembrare un semplice calcolo finanziario, l'intuizione di Layden suggerisce che si tratta di una mossa che rischia di allontanare un segmento fondamentale della sua fanbase e ridefinire cosa significhi “possedere” un gioco.

Sony ha annunciato il 1° luglio 2026 la sua intenzione di cessare la produzione di dischi PlayStation a partire da gennaio 2028, una mossa che ha colto di sorpresa anche Layden, il quale aveva precedentemente previsto che un tale cambiamento non sarebbe avvenuto data l'ampia portata di mercato di Sony. Ora, parlando sul podcast The Expansion Pass, Layden ha definito la decisione un “significativo colpo per il brand” e ha dichiarato apertamente: “Non sono d'accordo con quella decisione.” Non si tratta solo di un ex dipendente che offre un'opinione; è un veterano che ha trascorso 32 anni in Sony, ricoprendo ruoli di leadership come CEO di SIE America e Presidente di SIE Worldwide Studios, a fornire una prospettiva critica su un cambiamento strategico che potrebbe propagarsi in tutto il settore.

L'indispensabile 20% dei fedelissimi

Uno degli argomenti più convincenti di Layden si concentra sul segmento spesso trascurato degli acquirenti di giochi fisici. Pur riconoscendo la comodità dei download digitali e ipotizzando una divisione ipotetica 80% digitale, 20% fisico – un rapporto che si allinea con le vendite di software di gioco completo digitale di Sony, che si attestano a circa l'80% durante l'anno fiscale 2025, come riporta Yahoo Tech – egli insiste che il restante 20% è “super-importante.” Non si tratta solo di acquirenti occasionali; sono, a suo dire, “i più fedeli dei fedelissimi.” Sono i collezionisti che potrebbero acquistare due copie di un gioco: una per giocare, una da tenere sigillata, proprio come gli appassionati di fumetti. Non si tratta di una semplice transazione; si tratta di un legame profondo, spesso emotivo, con il brand PlayStation e con l'atto del collezionismo. Ignorare questa base fedele e appassionata rischia di minare decenni di buona volontà costruita su un prodotto tangibile.

Proprietà contro accesso: un cambiamento insidioso

Oltre alla fedeltà al brand, Layden solleva una preoccupazione più fondamentale: il passaggio dalla proprietà del gioco al semplice accesso a un bene digitale. Come sostiene nel podcast The Expansion Pass: “Se non possiedi una cosa, significa che non la puoi vendere. Se non la puoi vendere, significa che non la possiedi. E se non la possiedi, allora cosa stai comprando? Se stai comprando l'accesso, onestamente, non suona così allettante.” Questa distinzione non è meramente semantica. Quando i giocatori acquistano un disco fisico, acquisiscono un oggetto che possono rivendere, prestare o conservare indipendentemente da qualsiasi account di piattaforma o politica aziendale. Gli acquisti digitali, invece, solitamente concedono una licenza o un accesso secondo termini che possono cambiare o svanire se un negozio chiude o un account viene ristretto. Questo, come lo definisce Layden, è l'“aspetto insidioso” della decisione, che potrebbe portare i gamer a...

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