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Redazione Gamersfera
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Doom su Hasselblad: una trovata, non una rivoluzione nel gaming

Vedere Doom girare su una fotocamera Hasselblad X2D 100C di fascia alta dimostra l'impronta culturale indelebile del gioco e l'ingegno degli hacker hardware. È più una questione del "ci gira Doom?" che di un vero gameplay.

Pubblicato
12 ottobre 2026
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Foto: Bethesda Softworks / Steam (uso editorial)

La massima esibizione tecnologica è ora giocare a un classico FPS su una fotocamera da 8.000 dollari (circa 7.490 €)? Internet è stata, ancora una volta, rapita dal persistente meme di far girare Doom su un dispositivo completamente inaspettato. Questa volta, la piattaforma insolita è la Hasselblad X2D 100C, una fotocamera di medio formato nota per le sue capacità fotografiche professionali, non per quelle di gaming. Sebbene sia innegabilmente un'abile impresa tecnica, questa prodezza ci dice molto di più sull'eredità duratura di Doom e sulla vibrante cultura dell'hacking hardware che su qualsiasi innovazione pratica per il gaming o la fotografia.

Il recente fermento è iniziato con un video che circolava su Reddit e YouTube, che mostrava il Doom originale in esecuzione sulla Hasselblad X2D 100C. Dietro al progetto c'è il ricercatore indipendente di fotocamere Radium Wang, e fa parte di un più ampio repository per la ricerca sul firmware Hasselblad su GitHub. L'implementazione è ingegnosa: i giocatori usano il touchscreen della fotocamera per il controllo direzionale e il pulsante fisico dell'otturatore per sparare, trasformando uno strumento di imaging di fascia alta in una sorta di console da retrogaming.

Il fascino immortale del "Ci gira Doom?"

Per comprendere il significato di Doom su una Hasselblad, dobbiamo prima apprezzare lo status unico del gioco nella cultura tecnologica. Rilasciato nel 1993, Doom è diventato rapidamente un titolo di riferimento, ma la sua eredità duratura non riguarda solo il suo gameplay. Il codice open-source del gioco e i requisiti software "antichi" fanno sì che possa essere adattato per funzionare praticamente su qualsiasi cosa dotata di un chip di computer, non importa quanto umile o esotico. Questa accessibilità, combinata con lo status iconico del gioco, ha generato un'intera sottocultura internet dedicata al porting di Doom sui dispositivi più strani possibili. Lo abbiamo visto girare su tutto, da calcolatrici e test di gravidanza a pentole elettriche, un satellite in orbita dell'Agenzia Spaziale Europea e persino un dongle Apple Lightning-to-HDMI, come riporta Tom's Hardware.

Non si tratta solo di mettersi in mostra; è una sfida giocosa ma rigorosa che testa i limiti dei sistemi embedded e mostra l'ingegno dei programmatori. Il porting su Hasselblad è l'ultima aggiunta a questa "barzelletta" di lunga data, dimostrando che anche l'hardware più bloccato e specializzato può, con sufficiente dedizione, far girare l'FPS per antonomasia.

Un trionfo tecnico, non un'esperienza di gioco

Anche se la vista di Doom su una Hasselblad è divertente, sia chiaro: non si tratta di creare un nuovo e avvincente modo di giocare. Giocare a Doom su un minuscolo touchscreen da 3,6 pollici, con il fattore di forma della fotocamera completamente inadatto al gaming, è tutt'altro che un'esperienza ottimale. Come sottolinea giustamente Tom's Hardware,

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