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Redazione Gamersfera
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La finestra del 2028 per The Witcher 4 è una promessa da mettere in discussione

Un obiettivo per il 2028 può tranquillizzare gli investitori, ma rivela anche il costo dello sviluppo AAA moderno e alza l’asticella per la nuova saga di Ciri.

Pubblicato
22 ottobre 2026
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Foto: CD PROJEKT RED / sala de prensa (uso editorial)

Una finestra di uscita nel 2028 sembra rassicurante, finché non ci chiediamo che cosa prometta davvero. Per CD Projekt Red, un obiettivo così lontano può segnalare disciplina dopo la difficile storia dello sviluppo dei grandi RPG. Per i giocatori, però, è anche un avvertimento: The Witcher 4 viene costruito secondo una tabella di marcia così lunga che l’attesa stessa diventa parte del prodotto.

CD Projekt Red ha confermato che The Witcher 4 punta a uscire nel 2028 e che il gioco darà inizio a una nuova saga con Ciri come protagonista. L’annuncio non equivale a una data di lancio precisa, ma è più concreto delle precedenti indiscrezioni sul 2027. Game Informer ha riportato ad agosto che il co-CEO dello studio ha confermato il lancio nel 2028. Un trailer precedente ha rivelato Ciri come personaggio principale, con Geralt ancora presente ma non più al centro della scena, secondo il riepilogo delle informazioni disponibili di Indy100.

La data serve a pianificare, non dimostra i progressi

Un obiettivo lontano può essere positivo. Offre a uno studio lo spazio necessario per organizzare la produzione, comunicare le aspettative ed evitare di fingere che un RPG complesso sia quasi finito quando non lo è. In questo senso, il 2028 è preferibile a una promessa vaga che spinga i giocatori a costruire un calendario di lancio immaginario basato sulle indiscrezioni.

Ma una finestra di uscita non dimostra che i problemi creativi più difficili siano stati risolti. È un confine tracciato attorno a un piano. La differenza conta, perché lo sviluppo AAA moderno tratta sempre più spesso il tempo come un sostituto della certezza: si aggiungono anni, si ricostruiscono sistemi e ci si aspetta che il gioco finale giustifichi il ritardo attraverso una scala tecnica impressionante.

Questa è la trappola che CD Projekt Red deve evitare. The Witcher 4 non può essere prezioso soltanto perché ha richiesto molto tempo. Un ciclo produttivo lungo crea un’aspettativa di trasformazione, non semplicemente di rifinitura. Se il risultato sarà un altro enorme open world costruito attorno a strutture delle missioni familiari, un’illuminazione migliore e paesaggi più dettagliati, l’etichetta del 2028 sembrerà meno una ricompensa per la pazienza e più un modo per monetizzarla.

Ciri dà una ragione d’essere all’attesa

L’argomento più forte a favore di The Witcher 4 non è la tecnologia. È la decisione di rendere Ciri la protagonista di una nuova saga. Questo cambiamento offre al progetto la possibilità di modificare il centro emotivo e drammatico della serie, invece di trattare il prossimo gioco come una continuazione ordinaria con una nuova mappa.

Ciri è anche il test più chiaro per capire se CD Projekt Red sia davvero disposta a far evolvere The Witcher. Mantenere Geralt nel mondo può garantire continuità, ma lasciarlo fuori dal ruolo principale crea spazio per un tipo di storia diverso. Secondo noi, il gioco dovrebbe sfruttare quello spazio fino in fondo. Ciri non dovrebbe sembrare un avatar sostitutivo che si porta dietro la vecchia struttura, il tono e le responsabilità di Geralt. Ha bisogno di una campagna costruita attorno alla propria identità e ai propri conflitti.

È qui che la finestra del 2028 acquista significato. Il tempo aggiuntivo è giustificato solo se sostiene un nuovo linguaggio drammatico, non se serve semplicemente a compilare una lista di contenuti più lunga. Una nuova saga dovrebbe essere visibile nel design delle missioni, nel ritmo dell’esplorazione e nel modo in cui il mondo reagisce alla protagonista. Altrimenti, “guidata da Ciri” rischia di diventare una distinzione di marketing più che creativa.

Unreal Engine 5 pone la domanda sbagliata, e quella giusta

Il passaggio di CD Projekt Red dal motore proprietario REDengine a Unreal Engine 5 è un altro motivo per cui la tabella di marcia merita un esame attento. Lo studio ha spiegato la scelta, come ha riportato TechPowerUp il 19 settembre, ma il motore in sé non dovrebbe diventare il principale metro di giudizio del successo.

È giusto che ai giocatori interessi ciò che un cambiamento tecnologico rende possibile, ma il consueto dibattito sul fatto che The Witcher 4 “sembrerà” un gioco realizzato in Unreal fraintende la questione. Lo spettacolo visivo è ormai la promessa più facile da fare per un RPG ambizioso. Quella più difficile riguarda la coerenza: un mondo in cui sistemi, storie ed esplorazione si rafforzino a vicenda invece di esistere come costose decorazioni.

Il motore è uno strumento. Se Unreal Engine 5 aiuterà lo studio a costruire una pipeline produttiva più stabile e flessibile, questo potrebbe essere uno dei motivi migliori per giustificare l’attesa. Se invece servirà soltanto a produrre una dimostrazione più impressionante, il progetto avrà risolto per prima la questione meno interessante.

Il rischio reale è che le aspettative arrivino prima del gioco

Nel 2028 The Witcher 4 non uscirà nel vuoto. Arriverà dopo anni di speculazioni su Ciri, Geralt, la nuova saga, la tecnologia e il significato di ogni ritardo. Questo mette CD Projekt Red di fronte a un insolito problema di comunicazione: dire troppo può vincolare il gioco a promesse che non riuscirà a mantenere, mentre dire troppo poco permette alle aspettative di diventare incontrollabili.

Lo studio dovrebbe resistere alla tentazione di vendere l’attesa come una prova di ambizione. “Il più ambizioso” non è una filosofia di design. I giocatori non hanno bisogno della mappa più grande o della dimostrazione più elaborata dal punto di vista tecnico; hanno bisogno di un gioco che abbia una ragione forte per esistere, oltre al potere commerciale del suo nome.

Il nostro verdetto è cautamente ottimista, ma non perché il 2028 sembri una data sicura. La data è un avvertimento: The Witcher 4 appartiene a un’epoca in cui gli RPG AAA possono trascorrere anni a inseguire la scala prima di dimostrare la propria identità. CD Projekt Red vincerà solo se quel tempo produrrà un’avventura autenticamente incentrata su Ciri, con idee proprie. Finché il gioco non lo dimostrerà, il 2028 dovrebbe essere considerato un obiettivo di pianificazione, non una promessa che l’attesa varrà la pena.

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