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Redazione Gamersfera
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Lucasfilm al bivio creativo: il mistero irrisolto della serie accantonata di Watts

Il destino incerto della serie western segreta di Jon Watts per Star Wars rivela la difficoltà di Lucasfilm nel promuovere visioni creative coerenti, in un momento di percepito ritorno a uscite cinematografiche più sicure e tradizionali.

Pubblicato
18 ottobre 2026
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Foto: Ubisoft / Steam (uso editorial)

Lucasfilm è semplicemente troppo grande per riuscire a essere creativa? La recente rivelazione che Jon Watts, co-creatore di Star Wars: Skeleton Crew, aveva una serie western completamente separata e segreta, il cui destino rimane incerto dopo otto mesi di sviluppo, invia un messaggio chiaro: la turbolenza creativa all'interno dell'universo di Star Wars è tutt'altro che finita. Non si tratta solo di un singolo progetto che non va in porto; sembra riflettere problemi più profondi in Lucasfilm riguardo alla coerenza creativa, alla gestione dei talenti e a una potenziale riorganizzazione della sua strategia di contenuti.

Questo progetto senza titolo, concepito come una serie Disney+ di otto episodi con una sala scrittori al completo operativa da gennaio ad agosto 2026, mirava a infondere in Star Wars una sensibilità western, proprio come Skeleton Crew traeva ispirazione dai film dell'era Amblin e dalle avventure piratesche. Eppure, nonostante un significativo sviluppo, Lucasfilm ha rifiutato di commentare se sia stato temporaneamente accantonato o definitivamente abbandonato, come riporta The Playlist. La tempistica è particolarmente degna di nota: settimane dopo la conclusione di questa sala scrittori, è giunta la notizia che Watts avrebbe diretto il primo film della nuova trilogia cinematografica di Star Wars di Simon Kinberg, spesso definita Episodio X, come confermato da Variety.

Il costo dell'incoerenza creativa

Lucasfilm ha una storia ben documentata di progetti che trascorrono anni in sviluppo solo per poi scomparire. Esempi passati includono varie iterazioni di Rogue Squadron e una trilogia bloccata di Rian Johnson, come riportato da Vanity Fair nel 2022. Questo schema suggerisce una mancanza di visione creativa chiara e a lungo termine o un'incapacità di eseguire idee promettenti. Sebbene il fatto che un regista importante sposti l'attenzione su un film teatrale di punta sia comprensibile, il fatto che una serie di otto episodi con una sala scrittori completata possa svanire nell'incertezza così all'improvviso indica sfide strutturali più profonde. Ciò solleva interrogativi su quanto Lucasfilm sia impegnata a coltivare diverse voci creative ed esplorazioni di genere uniche all'interno della proprietà intellettuale di Star Wars, soprattutto quando un film di Star Wars più grandioso e tradizionale bussa alla porta.

In effetti, alcuni critici sostengono che l'attuale tendenza favorisca un ritorno a un approccio 'ultra-sicuro' e 'insulare' alla narrazione di Star Wars. Secondo Winter is Coming, Jon Watts alla regia del nuovo film della Skywalker Saga, dopo The Mandalorian and Grogu di Jon Favreau e l'imminente Starfighter di Shawn Levy, segna il terzo film consecutivo di Star Wars ad essere diretto da un uomo bianco di mezza età con un passato nei film Marvel.

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